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Come progettare una customer survey che guida davvero le decisioni (non solo un questionario)

come progettare una customer survey

Molte customer survey nascono per un motivo sbagliato: procedura ISO, richiesta della sede centrale, “dobbiamo misurare la soddisfazione”, o — peggio — la speranza che i clienti ci dicano che va tutto bene.


Il risultato è spesso prevedibile: questionari compilati distrattamente, dashboard piene di medie… e decisioni prese comunque “a sensazione”.


Questa guida nasce dal webinar Hangler del 6 novembre 2025 e parte da un punto fermo:

La customer survey non è l’indagine. È un sistema per prendere decisioni migliori (strategiche e operative).

Qui non trovi “50 domande da copiare”. Trovi un metodo per progettare la survey in modo che generi segnali utili, confrontabili e attivabili.


Sommario


Parliamo di ricerche di mercato
30 min
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La customer survey non serve a “misurare”: serve a ridurre il rischio

Nel webinar lo diciamo senza giri di parole: la survey serve quando devi evitare di decidere basandoti su abitudini aziendali passate. Esempi classici:


  • un prodotto resta a catalogo “perché è sempre stato un best seller”

  • il pricing cambia per percezione interna, non per valore percepito

  • la comunicazione resta uguale “perché ha funzionato una volta”

  • sito o packaging non cambiano “perché nessuno si è mai lamentato”


Il problema non è la mancanza di dati. È confondere le intuizioni interne con la percezione reale dei clienti.


Primo snodo: che tipo di decisione devi prendere?

Il modo Hangler per partire non è “che tool usiamo”, ma:

Che decisioni vogliamo smettere di prendere a sensazione?

Da qui derivano due grandi famiglie di survey (che non vanno confuse):


A) Survey periodica (Customer Satisfaction)

Quando serve:


  • decisioni strategiche

  • trend nel tempo (delta fra rilevazioni)

  • fotografia “larga” della base clienti

  • analisi per segmenti e benchmark


È progettata “a tavolino”, con un questionario più articolato e reportistica più profonda.


B) Survey continuativa (Voice of Customer)

Quando serve:


  • operatività quotidiana

  • feedback a caldo

  • intervento rapido su esperienze negative

  • miglioramento continuo dei touchpoint


È snella (spesso entro 10 domande) e serve a chiudere il cerchio rapidamente.

👉 La maturità non è scegliere una delle due. È capire quando usare l’una, l’altra o un mix.

Ogni quanto farla (e perché la frequenza è una scelta strategica)

Non esiste una frequenza “giusta” universale. Esiste una frequenza coerente con:


  • velocità di cambiamento del tuo mercato

  • ciclo di vita del prodotto/servizio

  • numero di touchpoint

  • capacità aziendale di agire sui risultati


Indicazione pratica emersa nel webinar:


  • survey periodica: ogni 3–6 mesi (talvolta annuale)

  • VoC: continuativa


Due rischi opposti:


  • survey fatigue: chiedi troppo e abbassi qualità/risposta

  • cecità tra una rilevazione e l’altra: perdi segnali deboli


Come distribuirla: canali e strumenti (senza fare “il tutorial”)

La distribuzione non è un dettaglio operativo: determina chi risponde, quindi cosa leggerai nei dati.


Survey periodica: distribuzione “guidata”

Qui scegli tu:


  • chi coinvolgere (segmenti, cluster, aree geografiche)

  • il canale migliore per ciascun gruppo

  • la “profondità” del feedback in base al valore del cliente


Canali tipici (mixabili):


  • email con link personalizzato (ideale se hai CRM pulito)

  • invito telefonico per clienti chiave

  • call center per segmenti intermedi

  • link auto-compilazione per la coda lunga


Approccio Hangler (molto concreto): separa i clienti per valore (es. gold/silver/bronze) e calibra sforzo e costo:


  • top client → intervista o contatto diretto + survey

  • fascia media → call center / invito guidato

  • long tail → auto-compilazione


Così riduci il rischio di:

  • sentire solo clienti “amici”

  • ottenere risposte distorte dalla rete vendite

  • sbilanciare il campione senza accorgertene


Voice of Customer: distribuzione “situazionale”

Qui risponde chi vive l’esperienza. Canali tipici:


  • QR code in store / punto di servizio

  • link via email post-interazione

  • SMS/WhatsApp post-servizio (se coerente col contesto)

  • link in area personale o app (se l’azienda la ha)


Nota operativa importante dal webinar:


  • Totem fisici → spesso aumentano i questionari lasciati a metà

  • Mobile → più completamento (puoi rispondere mentre ti muovi)


Gli indici principali: quali sono e cosa ci fai davvero

Gli indici non sono “numeri da mostrare in slide”: sono una sintesi utile solo se collegata a driver e segmenti.


CSAT (Customer Satisfaction)

Misura la soddisfazione complessiva. È utile per:

  • confronto nel tempo

  • confronto tra segmenti

  • confronto tra linee prodotto/servizio


NPS (Net Promoter Score)

Misura propensione a raccomandare (quindi relazione e fiducia). È utile per:

  • individuare promotori / passivi / detrattori

  • segmentare azioni di retention e advocacy


OSAT (Overall Satisfaction) nella VoC

Nel webinar emerge un punto distintivo:

nella VoC ha senso guardare soprattutto la fascia “top” (il 5 su scala 1–5).Il 4 non è “ok”: è “c’è margine e voglio sapere perché”.

Questa scelta cambia l’uso degli open comment:

  • il commento diventa strumento diagnostico

  • non “campo libero carino”


Dove trovare benchmark (e come non sbagliare)

Qui serve chiarezza: i benchmark sono spesso fuorvianti se presi male.

Hai 3 tipi di benchmark possibili:


Benchmark interno (il migliore)

  1. confronto tra sedi, touchpoint, canali, periodi

  2. confronto tra segmenti e cluster. È quello più affidabile perché hai controllo su metodo e contesto.


Benchmark competitivo (progettato nella survey)

Non lo trovi “gratis” online: lo costruisci chiedendo ai clienti:

  1. quali alternative conoscono

  2. quali usano davvero

  3. In cosa ti vedono migliore/peggiore


Benchmark esterno di settore

Esiste, ma va preso con pinze:

  1. spesso cambia metodologia

  2. spesso aggrega contesti diversi

  3. spesso non è comparabile al tuo caso


Regola Hangler:

se il benchmark non è confrontabile per metodo e target, è più marketing che ricerca.

Usarla anche come benchmark con la concorrenza (senza farla diventare un sondaggio “da tifosi”)

Una customer survey può diventare uno strumento di benchmark competitivo se inserisci:

  • batterie di domande su conoscenza e uso della concorrenza

  • confronto percepito su dimensioni chiave


Esempio di struttura (concettuale, non la lista di domande):


  1. concorrenza: awareness (chi conosci)

  2. concorrenza: usage (chi usi davvero)

  3. confronto: su quali dimensioni (prezzo, qualità, servizio, affidabilità, ecc.)

  4. motivo: perché scegli loro / perché scegli noi


Questo ti dà due output strategici:

  • mappa reale dello scenario competitivo (non quella che “credi”)

  • aree dove puoi riposizionare o migliorare


Il questionario

Il questionario è solo una parte del processo. Nel webinar lo diciamo chiaramente:

una survey non è solo un questionario, è un processo: progettazione, raccolta, analisi e azione.

Nel post volutamente non entriamo nel “come scrivere le domande”: se ti interessa l'argomento leggi questo articolo su come scrivere il questionario.


Come accompagnarla: introduzione e invito (la parte che aumenta davvero il tasso di risposta)

Questa è una leva spesso sottovalutata. Non basta inviare un link: devi “preparare” la risposta.


1) Spiega perché la stai facendo (in modo onesto)

Esempio di posizionamento:

  • “ci serve per decidere X”

  • “vogliamo capire cosa migliorare prima di investire”

  • “non è marketing: è ascolto strutturato”


2) Spiega cosa succederà ai dati

Le persone rispondono di più se capiscono:

  • che non è una perdita di tempo

  • che non finirà in un cassetto


3) Tono e timing coerenti col contesto

  • post-servizio → rapido, “a caldo”

  • survey strategica → più calma, contestualizzata, anche con preavviso del marketing


Nota importante dal webinar:

  • spesso nella survey periodica l’incentivo non è materiale: è “contare davvero”

  • ma devi renderlo credibile con la tua introduzione


Cosa fare dei dati (il vero punto): dalla media all’azione

L’errore più comune è fermarsi a:

  • CSAT medio

  • NPS medio


Nel metodo Hangler, i dati “devono parlarsi”:

  • convergenze = segnali forti

  • eterogeneità = bisogno di segmentare

  • trend = delta tra rilevazioni

  • dubbi = usare qualitativo per spiegare il “perché”


E soprattutto: se emerge criticità, serve un piano. Altrimenti hai solo creato aspettativa.


Close the loop: senza azione, la survey peggiora la relazione

Raccogliere feedback e non agire è peggio che non chiederlo. Per la VoC questo è ancora più vero: se un cliente ti segnala un problema e nessuno risponde, hai creato un “doppio danno”:

  • esperienza negativa riconfermata

  • promessa di ascolto tradita


Il modello è semplice: Plan → Do → Check → Act e poi ricominci.


In sintesi: la customer survey “utile” è progettata così

Una customer survey che guida le decisioni:


  • parte da una decisione, non da un tool

  • distingue strategia (periodica) e operatività (VoC)

  • usa indici + driver + segmentazione

  • integra benchmark interno e benchmark competitivo

  • è distribuita in modo coerente col campione che vuoi ascoltare

  • viene introdotta bene (per reminding, contesto e credibilità)

  • chiude sempre il cerchio con azioni


Se stai pianificando una survey, la domanda giusta non è:“che domande facciamo?”ma: “quali decisioni vogliamo guidare con dati reali?”

FAQ

Cos’è una customer survey?

È un sistema di raccolta feedback strutturato per supportare decisioni strategiche e operative, non solo per misurare la soddisfazione.

Che differenza c’è tra customer satisfaction e voice of customer?

La customer satisfaction è periodica e orientata a trend e strategia; la VoC è continua, snella e orientata all’intervento rapido.

Ogni quanto fare una customer survey?

Dipende dal mercato e dall’obiettivo. In genere 3–6 mesi per le survey periodiche, continua per la VoC.

Quali sono gli indici principali?

CSAT e NPS nelle survey periodiche; OSAT e NPS nella VoC, spesso integrati con driver e commenti aperti.

Come usare la survey per confrontarsi con i competitor?

Inserendo batterie su conoscenza/uso della concorrenza e confronto percepito su dimensioni chiave, costruendo un benchmark competitivo “dal cliente”.


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