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La comunicazione di Taffo: irriverenza sui social


In occasione del Web Marketing Festival, che si terrà venerdì 23 e sabato 24 Giugno a Rimini, abbiamo intervista Alessandro Taffo e di Taffo Funeral Service e Riccardo Pirrone, social media manager dell'azienda,

Taffo! Originalità e sfrontatezza. Come nasce l'idea di utilizzare i social per un attore, come le onoranze funebri, così inusuale e soprattutto con tale irriverenza?

I social sono una conseguenza naturale di un percorso alternativo e inusuale che l’Azienda Taffo ha seguito per posizionarsi con determinazione in un settore purtroppo per nulla al passo dell’età contemporanea. Nel 2012 l’azienda Taffo da questo tono alla comunicazione off-line, ad esempio sui cartelloni. Con l’avvento dei social questa tipologia di comunicazione inusuale continua e trova espressione.

Pubblicizzare la morte con ironia ha portato reali risultati a Taffo? Mi spiego: i fan sono potenziali clienti o seguono Taffo per l'ironia e non si è riscontrato un aumento del fatturato?

Come detto puntiamo molto sulla nostra pagina fan, ma non è l’unico strumento che utilizziamo per pubblicizzare il nostro brand, questa alchimia di vari strumenti uniti hanno sicuramente permesso al nostro brand di farsi conoscere ed essere attualmente una delle parole chiavi più cliccate in caso di lutto.


Essendo così audaci suscitate anche indignazione: come è la vostra strategia di gestione dei commenti negativi?

In realtà i commenti negativi sui social di Taffo sono veramente pochi. Per fare un esempio su 100 commenti ad un post Facebook troviamo 2 persone si trovano in disaccordo. In alcuni argomenti forti, come il post ironico sui vaccini, più che commenti negativi si è sviluppato uno scambio di opinioni tra i vari fan.

Non siamo quindi intervenuti in questa discussione e abbiamo lasciato libero lo sviluppo dell’argomento, perché non era concentrato sull’ironia di Taffo ma sul tema vaccini. Il post è diventato quindi spazio di discussione.

Le critiche sui social a Taffo sono limitate: in pochi ritengono le pubblicità macabre o troppo pesanti. Se non si toccano argomenti delicati la risposta dai fan è molto positiva.

Qualche consiglio su come una PMI può esorcizzare i tabù nella propria comunicazione?

Ogni azienda è a sé e di sicuro il percorso è lungo e mai banale, centrare l’obbiettivo non è facile, non lo è stato neanche per noi che delle volte abbiamo collezionato non soltanto feedback positivi, ma mai arrendersi se si crede in un obiettivo ed i risultati arrivano l’importare è fissare l’obiettivo e puntare sempre in alto #nevergiveup .

Non ci diamo limiti a livello comunicativo: su Facebook parliamo direttamente alle persone, senza andare contro l’opinione pubblica e determinate credenze che il tuo target potrebbe avere. Si può quindi creare una comunicazione ironica, anche irriverente, intrattenendo i potenziali clienti.


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