• Fabio Belotti

Social network e comunicazione politica. Il caso Matteo Salvini



Innanzitutto vorrei introdurre brevemente il concetto di comunicazione politica: per comunicazione politica intendiamo tutte quelle attività svolte da un attore politico con la funzione di ottenere consenso.

Il messaggio politico è multidimensionale e contiene un insieme di informazioni che non si esauriscono nel messaggio stesso.


Prima dell’avvento dei social network, la politica veniva comunicata solamente attraverso i mezzi di comunicazione tradizionali, quali: la televisione, i giornali e la radio che riportavano dichiarazioni e comunicati stampa dei candidati politici.


Adesso tutto è cambiato

La disintermediazione è diventata il punto centrale della comunicazione politica, qualunque candidato può esprimere un idea, un messaggio o un pensiero senza particolari problemi comunicando direttamente con il cittadino elettore ovvero colui a cui è rivolto il messaggio, tutto ciò grazie ai social network.

Un altro cambiamento che è avvenuto con la digitalizzazione è la transazione del tipo di campagna elettorale, prima era limitata a poche settimane prima le elezioni politiche, adesso vengono prolungate per tutto l’arco della legislatura, delegittimando la politica in senso stretto e provocando in parte l’allontanamento almeno parziale dei cittadini che credono sempre di meno ai politici, identificandoli sempre di più come un’immagine creata a tavolino dal sistema mediatico.

Personalizzazione e spettacolarizzazione

A questo punto è Impossibile non parlare della personalizzazione e della spettacolarizzazione che sta sempre di più cambiando il modo di fare politica e il modo di rappresentarla.


Cosa intendiamo con personalizzazione e spettacolarizzazione? Sono due fenomeni che sono andati di pari passo con la diffusione dei mezzi di comunicazione e dello sviluppo tecnologico, si sono plasmati in modalità differenti durante la storia portando forti mutamenti nello sviluppo della politica.


Facendoci aiutare da Antonio Palmieri, esperto di comunicazione politica ma anche membro del parlamento italiano possiamo affermare che: “Il web è il luogo per antonomasia di relazione e di rapporto diretto, è per sua natura l’ambito ideale della PERSONALIZZAZIONE, è il luogo migliore, comunicativamente parlando dove raccontare di sé con continuità e insieme con varietà (testi, foto, video e info-grafiche), valorizzare i punti del proprio programma, reagire comunicativamente agli eventi quotidiani della politica. Va da sé che tutto questo lo puoi fare se sei “consistente”, perché per comunicare serve qualcosa da dire. La politica è comunicazione e la comunicazione è politica. Se non comunichi tu lo faranno per te i tuoi avversari, online e offline “.

Per SPETTACOLARIZZAZIONE della politica intendiamo invece quel fenomeno nel quale la comunicazione politica si adatta alla cultura televisiva e dei suoi programmi, giungendo a una semplificazione linguistica e a concentrarsi soprattutto sul fattore immagine e quindi spettacolare anziché al contenuto della politica.

Il caso di Matteo Salvini

Passiamo adesso ad analizzare concretamente il tipo di comunicazione che utilizza il leader politico più mediatico del momento, ovvero MATTEO SALVINI.

Chi è Matteo Salvini? Nasce nel marzo del 1973 a Milano da una semplice famiglia, madre casalinga e padre dirigente, diplomato presso il Liceo Classico e successivamente iscritto all'università (presso la facoltà di scienze politiche prima e di lettere poi) senza mai laurearsi, fermandosi a 5 esami dalla laurea dopo circa 16 anni.


Matteo Salvini entra a far parte della Lega Nord nel 1990 ma aveva idee “leggermente” diverse a quelle del partito, infatti nel 1997 entra a far parte nel Movimento dei comunisti padani, rivelando nel 2014 su un programma di La7 di aver frequentato un centro sociale tra i 16 e i 19 anni. Diventa segretario della lega nel settembre del 2013 dove inizia a rivoluzionare l’interno del partito, cambiando idee radicate da tempo e anche il nome del partito, da LEGA NORD a LEGA – SALVINI PREMIER.


Passiamo adesso alla comunicazione che viene fatta sugli account di Matteo Salvini.

Chi scrive e chi pubblica sui social del leader leghista? Molti penseranno che è Salvini in persona a pubblicare post, tweet e creare contenuti sui suoi social network, ma non è così.

E quindi chi c’è dietro alla comunicazione di Matteo Salvini? Luca Morisi.

In questi tempi si sente spesso parlare di questo famigerato Morisi, ma chi è? È il suo spin doctor personale, e cioè un professionista che è capo di un team che si occupa della comunicazione di un personaggio pubblico sia in ambito online che offline, agisce affinché i mezzi di comunicazione si concentrino su una porzione della realtà, cerca di far percepire ai cittadini che il proprio assistito sia il migliore (politico, in questo caso) in circolazione.

Salvini è il leader politico più presente sui social network in Europa

Quali sono le strategie comunicative utilizzate sugli account di Matteo Salvini?

Salvini è il leader politico più presente sui social network in Europa, la pubblicazione di post e video hanno una cadenza media di circa due ore, facendo di lui il politico più mediatico del momento.


Analizzare il fenomeno di Matteo Salvini e della sua comunicazione ci permette di capire come sta evolvendo la comunicazione politica:


  • Tono di voce: Il leader leghista utilizza un linguaggio semplice e immediato, comprensibile anche dai bambini e dagli anziani, utilizza solitamente il linguaggio “da bar” tanto per intenderci, riportando dati e statistiche semplificate per ottenere comprensione immediata del cittadino.

  • Empatia: utilizza spesso e volentieri un linguaggio che fa percepire vicinanza a chiunque legga o ascolti, i suoi post e le sue frasi rimandando spesso a una dimensione sovranista come ad esempio lo slogan “Prima gli italiani”.

  • Creazione del nemico: problemi globali come quello dell’immigrazione vengono ricontestualizzati pensando solamente agli effetti che potrebbero provocare in Italia.

  • Spesso viene utilizzata una comunicazione improntata sul dare impressione di esser spontaneo e a volte in malo modo associata a quella della sincerità.

  • Comunicazione decisionista, fa percepire di essere il garante delle decisioni prese, è un leader serio ma capace di utilizzare l’ironia

  • Vengono pronunciati slogan, frasi, annunci d’impatto, notiziabili e provocatori quotidianamente che vengono di conseguenza riportati dai giornalisti facendo parlare sempre di sé.

  • Per apparire sempre più simile ai cittadini, Salvini si mostra spesso tra la gente o rappresentato sui social con felpe o t-shirt mentre svolge attività da semplice cittadino.

  • Dirette Facebook: Una delle particolarità che caratterizza maggiormente il leader leghista è quella di rimanere il più possibile a contatto coi propri fan sui social network tramite dirette Facebook, facendo diventare la sua comunicazione disintermediata totalmente.

  • Spesso e volentieri viene utilizzata la tecnica della “call to action”, un istruzione per i propri fan volta a scaturire una risposta immediata, come invitare a commentare o a condividere un contenuto.

Tutte queste tecniche usate dai social network hanno solamente un obiettivo: occupare il ciclo di notizie, far si che i mezzi di comunicazione e avversari politici commentino e inseguano ogni suo gesto o dichiarazione.

Vorrei concludere questo breve articolo riportando le parole di Luca Morisi: “La Rete da sola non basta. Il digitale è gratuito, un’e-mail è gratuita, ma la presenza fisica tra le persone ha un costo e Salvini l’ha sempre affiancata all’uso della Rete. Ma non solo. Il rischio, forse, è che i politici dimentichino di essere istituzionali prima, e social poi.”

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