top of page

Guida definitiva alla realizzazione della newsletter aziendale perfetta: vantaggi e strategie chiave

Aggiornamento: 10 ago


immagine con una persona che legge una newsletter aziendale

Beh, diciamocelo senza mezzi termini: l'email è il mezzo di comunicazione digitale più utilizzato al mondo.


Nel 2023, 4,03 miliardi di persone in tutto il mondo usano le email, e gli esperti si aspettano che questo numero cresca fino a 4,48 miliardi entro il 2024 🤯.



Non te lo aspettavi, eh?

Eh già, praticamente quasi metà popolazione mondiale utilizza le email.


Anche sommando gli oltre 2,2 miliardi di utenti attivi mensili di Facebook agli oltre 1 miliardo di utenti di Instagram, il loro totale non si avvicina neanche al vasto numero di utenti che utilizzano il canale di posta elettronica.


Nessuna piattaforma - nemmeno i social con le loro schiere di influencer e fan a seguito - si avvicina nemmeno lontanamente alla portata potenziale della posta elettronica, rendendola uno dei media più diffusi e universalmente utilizzati, ed ineguagliabili nel panorama del marketing digitale.


Ti starai chiedendo: "E quindi?"

E quindi, è lampante come la newsletter aziendale rappresenti, oggi più che mai, un elemento essenziale da includere nella tua strategia.

Ma se non hai idea da dove partire, non temere! In questo articolo ti spieghiamo passo per passo:

  1. a cosa serve la newsletter

  2. perché inviare le newsletter: tutti i vantaggi

  3. quante tipologie di newsletter esistono

  4. come trovare argomenti per la newsletter

  5. qual è il tasso di apertura delle newsletter

  6. come ottimizzare gli elementi che costituiscono le newsletter

  7. come aumentare gli iscritti della newsletter

  8. qual è la giusta frequenza di invio

  9. perché conviene eliminare i contatti inattivi

  10. come fanno i software di invio ad aumentare la deliverability delle email

  11. quali funzionalità e costi hanno i software di invio

  12. come aumentare le vendite con il lead scoring sui software di invio

  13. quali sono le regole da rispettare nelle newsletter per il GDPR

  14. conclusione

Partiamo dalle basi: cosa sono e a cosa servono le newsletter?

La newsletter è sostanzialmente un'email, che può avere carattere informativo, commerciale o transazionale, che è inviata periodicamente e ad intervalli precisi a tutti coloro che si sono iscritti a questo servizio lasciando i propri dati (il loro indirizzo email, per l'appunto 🤓).


Chiariamo subito una cosa importante:✨newsletter ≠ spam


Mettiamola così: le newsletter sono come quel tuo amico che ti invia notizie e suggerimenti interessanti e utili, mentre lo spam è come quel venditore ambulante che ti tartassa e ti sfinisce costantemente con offerte indesiderate.

La newsletter serve fondamentalmente a mantenere un contatto costante👥con i clienti e potenziali clienti, per coltivare🌱 e mantenere la relazione viva🔥e incoraggiarli a fare l'azione desiderata💪.

Attraverso contenuti interessanti, informazioni utili e pertinenti, novità esclusive e aggiornamenti mirati sui prodotti o servizi del brand, la newsletter si pone come una finestra privilegiata per coinvolgere il pubblico, aumentare l'engagement, incoraggiare a convertire e costruire un rapporto duraturo.


Perché inviarle?

Ecco i sei motivi fondamentali per i quali un'azienda dovrebbe inviare newsletter👇


Acquisire e convertire clienti

Secondo un sondaggio di HubSpot, l'80% dei professionisti del marketing B2B afferma che le email marketing, incluse le newsletter, sono la chiave per la loro strategia di acquisizione di clienti.

E, secondo una ricerca di McKinsey, l'email marketing è circa 40 volte più efficace nel convertire i clienti rispetto ai social media.


Come funziona questo processo di acquisizione e conversione dei clienti "con le newsletter"?


Praticamente così👇

  • Un utente scopre il tuo brand ed è molto interessato ai tuoi prodotti o servizi, però non è ancora pronto per farle il grande passo (l'acquisto💸).

  • Ma, visto che è interessato ai tuoi contenuti, si iscrive alla tua newsletter. WOW, fantastico🎉.

Già, ma ora che si fa?🤔

  • Ora non devi fare altro che inviargli (e non bombardarlo) di contenuti utili ed interessanti (anche promozioni) con la tua newsletter; in questo modo coltivi la relazione con l'utente, convincendolo sempre di più che il tuoi prodotti o servizi fanno proprio al caso suo e acquisendo autorevolezza ai suoi occhi.

E se l'utente, anche dopo che hai inviato tanti contenuti interessanti e promozioni allettanti, non converte? È stato tutto inutile?
  • No, non c'è nulla da temere: continua ad inviare contenuti di valore e stai sicuro che, anche se l'utente decidesse di effettuare l'acquisto molto lontano nel tempo, tra tutti i tuoi competitor, sceglierà te.

Perché? Beh perché sei tu che l'hai "nutrito" con contenuti di valore, sei tu il punto di riferimento nella sua testa per quanto riguarda il tuo settore specifico.

Si fida di te perché, con i contenuti inviati tramite newsletter, hai acquisito autorevolezza ai suoi occhi.


👉E se questo non bastasse, ti dico anche che, rispetto alla conversione dei prospect (potenziali clienti, ossia l'utente molto interessato ai tuoi prodotti o servizi ma che non ha ancora comprato di cui abbiamo parlato sopra) in clienti, un rapporto di HubSpot del 2020 ha rivelato che gli utenti che leggono le email di marketing spendono il 138% in più rispetto a quelli che non ricevono email.


Quindi non solo le newsletter ti aiutano ad acquisire clienti, ma anche a farli spendere di più, ad accrescere il loro valore.

Mantenere i clienti aggiornati

Le newsletter sono un modo efficace per informare i clienti su nuovi prodotti, offerte speciali, novità di settore o cambiamenti nell'azienda.


Il catalogo si arricchisce di nuovi prodotti? L'azienda cambia sede? Fallo sapere agli iscritti!📧


Aumentare il traffico sul sito web

Le newsletter includono spesso il link al tuo sito web, invitando gli utenti a cliccarci sopra. In questo modo si portano molte persone sul sito, con tutti i vantaggi che questo porta.


Una ricerca di Backlinko ha rilevato che le aziende che inviano newsletter registrano un incremento del 3.5% in termini di traffico sul sito rispetto a quelle che non lo fanno. Due piccioni con una fava, praticamente.🕊️


Fidelizzare i clienti

Una newsletter regolare aiuta a costruire e mantenere un rapporto con i tuoi clienti, a trattenerli e non farli passare alla concorrenza, a convincerli a tornare da te (e non dai competitor) ad acquistare di nuovo.

Se riesci a costruire un legame solido con i clienti, anche grazie alla newsletter, questi non se ne andranno, nemmeno se il tuo competitor principale e acerrimo nemico presenta loro l'offerta della vita.

Insomma, non ti libererai mai di loro!🔒


Aumentare l'engagement

Grazie ad una serie di strategie (come contenuti interessanti e rilevanti per l'utente, al personalizzazione delle email, la presenza di Call To Action precise, la presenza di promozioni dedicate e sondaggi), le newsletter catturano l'attenzione, coinvolgono ed incoraggiano efficacemente gli utenti ad interagire e partecipare.

Non male, eh? 📈


Ritorno sull'investimento (ROI) spaziale (elevato)

Secondo una ricerca di Litmus, il ritorno medio sull'investimento per l'email marketing è di $42 per ogni dollaro speso. Quindi, se te lo stavi chiedendo: sì, ne vale proprio la pena.💯


Tuttavia, ricordiamo che il successo di questa strategia dipende da una serie di fattori, tra cui la qualità del contenuto, la frequenza di invio e la personalizzazione delle email.


Allora, ti abbiamo convinto?


Ma quante tipologie di newsletter aziendale esistono?

Non l'avresti mai immaginato, ma è proprio così: esistono diversi tipi di newsletter in base a contenuti, funzioni e finalità e soprattutto siti web/enti che le inviano.


Per siti web aziendali (per aziende):

  1. Newsletter informative: progettate per fornire informazioni preziose e rilevanti ai clienti, contengono ad esempio aggiornamenti sull'azienda, notizie di settore o consigli utili. Funzionano a meraviglia per stabilire la tua azienda come autorità nel tuo campo.👑

  2. Newsletter commerciali: focalizzate sulla promozione di prodotti o servizi, spesso presentano offerte speciali o sconti. Fanno al caso tuo se desideri stimolare le vendite e aumentare i profitti.💸

  3. Newsletter di aggiornamento del blog: riassumono gli articoli del tuo blog recentemente pubblicati per indirizzare il traffico al sito web.🌐

  4. Newsletter a goccia: sono una serie di e-mail inviate nel tempo per coinvolgere ed educare gli iscritti. Sono molto efficaci per "nutrire" i potenziali clienti e costruire relazioni a lungo termine con i clienti.👥

  5. Newsletter di benvenuto: sono inviate ai nuovi iscritti per presentare il tuo marchio e impostare il tono per le comunicazioni future.🗣️

Per gli e-commerce:

  1. Newsletter transazionali: includono informazioni relative a transazioni specifiche, come conferme d'ordine, aggiornamenti di spedizione. Aiutano a mantenere i clienti informati durante ogni fase del processo di acquisto.🛍️

  2. Newsletter stagionali: sono quelle legate a eventi, festività o ricorrenze specifiche e spesso presentano offerte stagionali o tematiche per aiutare a stimolare le vendite durante periodi di punta (saldi, festività natalizie, Black Friday e chi più ne ha più ne metta).🎉

  3. Newsletter promozionali: pubblicizzano offerte speciali, nuovi prodotti o eventi, per stimolare le vendite e aumentare il traffico al sito web.📈

  4. Newsletter a pagamento: forniscono contenuti premium a un costo (modo eccellente per monetizzare il tuo pubblico e offrire valore aggiunto.🪙

  5. Newsletter di riepilogo dell'evento: Queste newsletter riassumono gli eventi recenti o futuri, per mantenere i clienti coinvolti e aggiornati sugli eventi dell'azienda.🎆

Le newsletter personalizzate, soprattutto per gli e-commerce, sono uno strumento estremamente efficace: consentono di inviare contenuti su misura per i clienti in base ai loro interessi e comportamenti di acquisto e quindi di aumentare le probabilità di acquisto.


Non ti capita mai di ricevere, il giorno del tuo compleanno, un'email con uno sconto dedicato solo a te, che ti fa sentire tanto speciale e coccolato?

Ecco, hai appena ricevuto un'email personalizzata. Yay!


Inoltre, le newsletter possono essere segmentate in base ai gusti e agli interessi dei clienti, fornendo raccomandazioni di prodotti pertinenti che potrebbero interessare il consumatore.

La segmentazione è un processo delicato in cui ogni sbaglio è molto pericoloso: non vorrai rischiare di inviare ad una persona vegana un'email informativa dove illustri gustose ricette a base di carne che può realizzare acquistando i tuoi prodotti!



Trovare argomenti is the new trovare l'ago nel pagliaio?

Trovare argomenti per la newsletter aziendale può essere un compito meticoloso e talvolta spinoso e noioso, ma ci sono numerosi modi semplici per lasciarsi ispirare e trovare idee facilmente senza doversi scervellare e scomodare entità superiori.


Ad esempio, per la tua newsletter aziendale, potresti iniziare condividendo articoli favorevoli sulla tua azienda o notizie ed aggiornamenti del settore.

Ricorda che i contenuti educativi - come approfondimenti su argomenti rilevanti al tuo settore o prodotti oppure guide e tutorial su come sfruttare al massimo i tuoi prodotti o servizi - sono sempre molto graditi dagli utenti.

Offrire uno sguardo dietro le quinte alla tua azienda, messaggi dal CEO o approfondimenti sulla storia e le pietre miliari della tua azienda potrebbe essere un altro ottimo modo per coinvolgere il tuo pubblico e rafforzare ulteriormente il legame con gli utenti, facendoli sentire parte dell'azienda.


Puoi anche aggiornare gli iscritti su premi o riconoscimenti ottenuti (per lavorare sull'autorevolezza dell'azienda) o i cambiamenti importanti che stanno per accadere.


Anche fornire contenuti ispirazionali può essere molto apprezzato dai tuoi iscritti.


Ma cos'è un calendario editoriale?

Il ruolo delle newsletter all'interno del calendario editoriale di un'azienda è fondamentale.

È uno strumento che aiuta a tenere traccia dei tipi di contenuto, dei canali promozionali, degli autori e, soprattutto, delle date di pubblicazione.

In relazione ad altri canali come i social media, le newsletter possono offrire un approccio alla comunicazione più dettagliato e personalizzato.

Mentre i post sui social media potrebbero essere visti da un pubblico più ampio, le newsletter si rivolgono alle persone che hanno dimostrato un interesse diretto nella tua azienda e sono quindi più propense a interagire con il contenuto.

Le newsletter permettono anche di monitorare metriche come i tassi di apertura e i tassi di click-through, che possono fornire preziose informazioni sul coinvolgimento e l'interesse dei tuoi iscritti. Questo rende le newsletter una parte integrante di qualsiasi strategia di contenuto aziendale, completando altri canali e fornendo un punto di contatto regolare con il tuo pubblico.


Ma c'è qualcuno che legge?

Sì, c'è. Fidati.

E non lo diciamo noi, ma lo dicono le statistiche👇

I tassi di apertura medi delle newsletter variano a seconda del settore e dal target di riferimento, ma generalmente si attestano intorno al 15-25%.

Quindi, il fatto che le newsletter vengano ignorate è solo un'errata opinione comune, una falsa credenza popolare, che si colloca sullo stesso livello di quella che sostiene l'esistenza del mostro di Loch Ness🦕.


Ma se ancora non sei ancora convinto, ti proponiamo una comparazione dei tassi di apertura degli altri canali digitali più usati dalle aziende al di fuori dell'email marketing, per capire quale sia il più efficace.

  • Newsletter - Email: secondo diversi studi, il tasso medio di apertura delle email è del 15-25% (può variare a seconda del settore, del target di riferimento e della qualità del contenuto della newsletter).

  • SMS: anche se si stanno pian piano estinguendo nelle strategie marketing delle aziende, hanno un tasso di apertura molto elevato, che raggiunge quasi il 98%. Questo si deve alla loro immediatezza e alla possibilità di ricevere il messaggio anche senza connessione internet.

  • Messaggi WhatsApp: è un canale di comunicazione sempre più utilizzato dalle aziende. Il tasso di apertura dei messaggi su WhatsApp è del 98%, simile a quello degli SMS. Insomma, chi non leggerebbe un messaggio arrivato su WhatsApp?

  • Messaggi LinkedIn: è principalmente un canale di comunicazione professionale. Il tasso di apertura dei messaggi su LinkedIn è del 24%, simile a quello delle email. Tuttavia non tutti gli utenti sono disposti a ricevere messaggi promozionali su LinkedIn.

  • Social Media (Facebook, Twitter, Instagram): sono canali di comunicazione molto utilizzati dalle aziende, ma il tasso di apertura dei messaggi varia molto. Su Facebook, il tasso di apertura è del 20%, su Twitter è del 30% e su Instagram è del 25%.

Però è necessario sottolineare una cosa importante:

mentre gli SMS e i messaggi WhatsApp hanno tassi di apertura molto elevati, è importante considerare che non tutti gli utenti sono disposti a ricevere messaggi promozionali su queste piattaforme.

Dedicati ad usi privati e personali, non vorrebbero sentirsi bombardati da annunci su questi canali.


Ottimizzare gli elementi

Come abbiamo visto, ci sono tanti fattori che incidono sull'apertura delle newsletter da parte dell'utente.

Tra questi fattori, è inclusa anche la corretta impostazione di tutti quegli elementi che compongono l'email. Ecco alcuni consigli per ottimizzarli e fare la differenza👇


1. Oggetto dell'email

Un oggetto dell'email efficace può aumentare il tasso di apertura fino al 33%, secondo una ricerca di SuperOffice. È il primo punto di contatto con il lettore e può suscitare curiosità o creare un senso di urgenza, incoraggiando così l'apertura dell'email.

L'elemento da cui principalmente dipende il successo di una campagna di email marketing.

La lunghezza ideale dell'oggetto è una questione di equilibrio. Titoli troppo brevi possono avere prestazioni inferiori in termini di tasso di click e coinvolgimento complessivo. D'altro canto, le righe di oggetto più lunghe, nell'intervallo di 110-140 caratteri, tendono ad avere un tasso di apertura e di click superiore.

Attenzione però a non farsi prendere la mano ed eccedere nella lunghezza!


Prova anche ad usare delle emoji: il tasso medio di apertura è delle email il cui oggetto contiene delle emoji è esattamente del 3% in più rispetto alle email che non contengono nessun emoji. Anche in questo caso, però, vanno usate con moderazione.


2. Testo di anteprima

Una ricerca di Litmus suggerisce che il testo di anteprima può influenzare il tasso di apertura fino al 7%.

Come l'oggetto dell'email, anche il testo di anteprima serve a convincere il destinatario che l'email vale la pena di essere aperta.


3. Corpo del testo

Non ci sono dati specifici sul suo impatto diretto sul tasso di apertura, poiché il corpo del testo viene visualizzato solo dopo che l'email è stata aperta.

Tuttavia, un contenuto di alta qualità può influenzare positivamente il tasso di clic ricevuti e la percentuale di lettori che restano iscritti alla tua newsletter.


Ovviamente la grafica che costituisce il corpo del testo delle newsletter deve avere un formato "standard" che permettere una certa riconoscibilità della tua azienda.

Questo si traduce nell'utilizzare gli stessi colori e font - che rispecchiano quelli aziendali - in tutte le email, e ovviamente bisogna sempre includere il logo aziendale.


Puoi inserire anche immagini e GIF animate, ma occhio al formato e al peso!


4. Personalizzazione dell'email

Secondo le statistiche di Experian, le email personalizzate possono aumentare il tasso di apertura del 29%. Mostrare ai lettori che li conosci e li apprezzi può incoraggiarli a interagire di più con le tue email.


5. Scelta del nome del mittente

Secondo una ricerca di Pinpointe, un mittente riconoscibile può aumentare il tasso di apertura fino al 24%.

È il primo elemento di fiducia su cui si basa il tuo iscritto per decidere se porre attenzione alla tua comunicazione oppure no.

Garantire che il nome del mittente nella newsletter corrisponda al nome della tua azienda o al tuo nome e cognome (se professionista), e quindi metterci la faccia, è cruciale per instaurare un legame autentico con i destinatari.

Un mittente non riconoscibile - o ancor peggio inesistente - può invece indurre il destinatario a ignorare l'email o a considerarla spam.


Tu apriresti un'email inviata da Tixian0_The_Best_82? A meno che tu non abbia un amico di nome Tiziano nato nell'anno 1982, scommetto che cliccheresti immediatamente ELIMINA.

E così farebbero anche i tuoi iscritti.



Come aumentare gli iscritti della newsletter aziendale?

In questo paragrafo ti illustreremo efficaci e comprovate strategie per accrescere il numero i lettori della tua newsletter aziendale e raggiungere un pubblico più vasto.

  1. Offrire Contenuti Esclusivi: una delle strategie più efficaci è offrire contenuti esclusivi o accesso anticipato a nuovi prodotti o servizi. Che si tratti di guide, e-book, webinar, o sconti speciali che sono disponibili solo per gli iscritti, questi prodotti free attireranno iscritti come i fiori attirano le api!🐝

  2. Utilizzare Pop-up o Moduli di Iscrizione: installarli sulla homepage del tuo sito web può essere un modo efficace per attirare nuovi iscritti. Attenzione: assicurati che il modulo sia facile da compilare e metta in evidenza i benefici dell'iscrizione!🎯

  3. Promuovere la Newsletter sui Canali Social: puoi farlo attraverso post regolari, storie, o persino attraverso annunci a pagamento. Assicurati sempre di sottolineare i vantaggi dell'iscrizione alla tua newsletter!🎯

  4. Avviare un Programma di Referral: può incentivare i tuoi attuali iscritti a condividere la tua newsletter con i loro amici e colleghi. Prova ad offrire un piccolo sconto per ogni nuovo iscritto che un utente esistente porta!👥

  5. Sviluppare e Promuovere una Lead Magnet: una lead magnet è un'offerta gratuita che viene data in cambio di informazioni di contatto. Ad esempio, potresti offrire un e-book gratuito o un webinar in cambio dell'iscrizione alla tua newsletter!🎁

  6. Eventi dal vivo: partecipare a fiere, conferenze e altri eventi può essere un ottimo modo per raccogliere iscrizioni alla newsletter. Assicurati di avere un punto in cui le persone possono lasciare il loro indirizzo email e iscriversi!🖊️

  7. Raccolta di cartoline o moduli di iscrizione: può essere particolarmente efficace nei negozi al dettaglio o in altri luoghi in cui il tuo target di clienti frequenta. Accertati di avere un luogo in cui le persone possano lasciare i loro dati di contatto!📝

  8. Promozioni o concorsi: offrire un incentivo, come uno sconto o la possibilità di vincere un premio, in cambio dell'iscrizione alla newsletter, si rivela sempre una strategia molto efficace!🎁

  9. Networking: quando incontri persone, sia per affari che per piacere, chiedi se possono essere interessate a ricevere la tua newsletter!🤝

  10. Biglietti da visita: aggiungere un codice QR o un URL breve che indirizza le persone a una pagina di iscrizione alla newsletter sui tuoi biglietti da visita può rivelarsi una tattica di successo!🎫

  11. Fatture o ricevute: se gestisci un'attività che emette fatture o ricevute, considera l'idea di aggiungere informazioni su come iscriversi alla tua newsletter!🧾

Qual è la giusta frequenza di invio delle newsletter?

Determinare la frequenza di invio di una newsletter aziendale è un equilibrio delicato che dipende da vari fattori.

Non vorresti "bombardare" i tuoi iscritti con troppe email: rischi di disturbarli e stressarli, portandoli a disiscriversi.

Allo stesso tempo,

attenzione a non eccedere nell'altro senso: inviare troppe poche email potrebbe farti apparire "latitante".


In linea di massima, la frequenza di invio delle newsletter varia da azienda in azienda in base a fattori come obiettivi, target, contenuti.


Ecco alcuni parametri da considerare per valutare la frequenza giusta di invio delle newsletter in ogni caso specifico:

  1. Capacità di produzione di contenuti: se hai una squadra dedicata che può produrre regolarmente contenuti di alta qualità, potresti essere in grado di inviare newsletter più spesso. Ma, al contrario, se la creazione del contenuto è un processo lento, potrebbe essere meglio limitare la frequenza delle newsletter. La qualità richiede tempo!

  2. Preferenze del pubblico: alcuni clienti potrebbero voler ricevere aggiornamenti frequenti, mentre altri potrebbero considerarli fastidiosi. Un sondaggio o un feedback diretto può aiutarti a capire le preferenze del tuo pubblico!📊

  3. Comportamento dell'utente: monitora le metriche come i tassi di apertura, di click e di disiscrizione per capire come il tuo pubblico reagisce alla frequenza delle tue newsletter. Se noti un aumento delle disiscrizioni o un calo dei tassi di apertura quando invii newsletter più frequentemente, potrebbe essere il momento di rallentare. Slow down!🚦

  4. Rilevanza del contenuto: la frequenza delle newsletter dovrebbe dipendere soprattutto anche dalla rilevanza del contenuto. Se hai notizie o offerte importanti da condividere, potrebbe essere appropriato inviare newsletter più frequentemente. Come dice Bill Gates, Content is King!👑

  5. Settore di riferimento: alcuni settori, come le notizie o le finanze, possono richiedere aggiornamenti quotidiani; altri, come l'arredamento per la casa o l'abbigliamento, potrebbero richiedere solo aggiornamenti settimanali o mensili. Tieni in considerazione anche i tuoi obiettivi!🎯

Ricorda sempre,

la chiave è fornire valore ai tuoi abbonati, quindi la frequenza dovrebbe essere determinata dalla tua capacità di fornire contenuti utili e rilevanti.

La regola sostanzialmente è: inviare newsletter quando si ha qualcosa di davvero utile da comunicare. L'obiettivo di fornire contenuti preziosi deve prevalere sul desiderio di presenza costante nelle caselle di posta degli iscritti.


Un calendario editoriale ben strutturato ti aiuterà a pianificare gli invii in modo efficace, garantendo un flusso di messaggi ben gestito per i tuoi contatti.


Fai pulizia: liberati dei contatti inattivi!

Un strategia chiave per migliorare l'apertura e l'iscrizione alla tua newsletter aziendale è evitare l'invio di newsletter ai contatti inattivi.

Ecco tre motivi per farlo👇


1. Risparmio sui costi di marketing. Le piattaforme di email marketing di solito addebitano in base al numero di contatti nella tua lista di distribuzione. Rimuovendo i contatti inattivi, vai a ridurre i costi inutili!💸

2. Miglioramento del tasso di apertura. Se invii newsletter solo a coloro che sono attivamente interessati e impegnati con il tuo contenuto, il tuo tasso di apertura dovrebbe aumentare. Questo perché stai concentrando i tuoi sforzi sui contatti che mostrano maggiore interesse.💡

3. Mantenimento della reputazione del mittente. Se i tuoi email vengono segnalate come spam o non vengono aperte, la tua reputazione come mittente può diminuire. Questo può influire sulla consegna delle tue email, con un maggiore rischio che finiscano nel filtro spam. Concentrarsi sui contatti attivi aiuta a mantenere una buona reputazione del mittente!🏅

Come i software per l'invio di newsletter migliorano la deliverability

Ti starai chiedendo: "Cos'è la deliverability?"🤔

Te lo spieghiamo subito!

Si tratta della capacità di un'email di raggiungere la casella di posta in arrivo del destinatario senza essere bloccata o messa in spam dai filtri anti-spam.

È un aspetto fondamentale dell'email marketing, poiché una bassa deliverability può significare che le tue email non raggiungono il tuo pubblico target.

L'utilizzo di software di newsletter come Brevo o Mailchimp può migliorare significativamente la deliverability delle tue email.

Ecco come👇

  1. Reputazione del mittente: questi software di newsletter conservano una buona reputazione del mittente con i principali provider di servizi Internet (ISP). Ciò significa che le tue email hanno maggiori probabilità di essere accettate e di raggiungere la casella di posta in arrivo del destinatario.

  2. Autenticazione dell'email: questi strumenti supportano l'autenticazione dell'email attraverso standard come SPF, DKIM e DMARC, che rafforzano la tua reputazione come mittente legittimo e riducono le probabilità che le tue email vengano contrassegnate come spam.

Comparazione di costi e funzioni dei principali software

Come saprai, esiste un'ampia gamma di software di invio newsletter disponibili sul mercato, ciascuno con le proprie caratteristiche e funzionalità.

In questo paragrafo, esploreremo alcune delle migliori soluzioni per aiutarti a gestire le tue newsletter in modo efficiente ed efficace, confrontandone i costi e le funzionalità.


Ecco una tabella di confronto che mostra i costi mensili di Mailchimp, Brevo, Active Campaign e GetResponse, software molto popolari per l'email marketing.

Software di newsletter

Costo mensile (mercato italiano)

Mailchimp

Da €9.99 a €299+

Brevo

Da €19 a €399+

Active Campaign

Da €9 a €229+

GetResponse

Da €10 a €99+

I prezzi sono approssimativi e basati su piani standard. Ogni software offre diverse opzioni di prezzo a seconda del numero di iscritti e delle funzionalità desiderate.

Ovviamente il nostro consiglio è quello di visitare i loro siti web per ottenere una stima più precisa basata sulle tue esigenze specifiche.


Ricorda, il costo non dovrebbe essere l'unico fattore determinante nella scelta del tuo software di newsletter.

Assicurati che il software offra le funzionalità di cui hai bisogno, come l'automazione delle email, i modelli personalizzabili e un buon tasso di consegna delle email.

Intanto, con questa grafica ti diamo una panoramica generale delle funzionalità incluse nel piano gratuito di Mailchimp, Brevo, Active Campaign e GetResponse:

Software di invio

Costo mensile (Italia)

Funzioni piano gratuito

Mailchimp

varia in base al piano scelto

Fino a 2.000 contatti, invio di 10.000 email al mese, automazione del marketing, modelli di email

Brevo

varia in base al piano scelto

Fino a 500 contatti e a 300 email al giorno, modelli di email personalizzabili, campagne SMS e WhatsApp

Active Campaign

varia in base al piano scelto

Non offre un piano gratuito

GetResponse

varia in base al piano scelto

Fino a 500 contatti, moduli di iscrizione e contatto

Come aumentare le vendite con il lead scoring?

Il lead scoring è un metodo strategico utilizzato dai digital marketer per classificare e segmentare i contatti in base alla loro prontezza per essere contattati dal reparto commerciale.

È un processo fondamentale per identificare gli "iscritti migliori": quei contatti che sono più propensi a diventare clienti a causa del loro livello di coinvolgimento e interazione con la vostra azienda.

"Perché contattare gli iscritti migliori?", ti starai chiedendo🤔.

Beh perché si tratta di individui che hanno dimostrato un interesse significativo per i vostri prodotti o servizi, e quindi sono più propensi a convertirsi in clienti paganti.

Il contatto con questi iscritti può portare a un aumento delle vendite, migliorando il ritorno sull'investimento del vostro marketing.

Il lead scoring può aiutare a individuare questi contatti di alta qualità attraverso un sistema di punteggio.

Questo sistema assegna un punteggio a ogni contatto in base a vari criteri, come il comportamento del contatto (apertura di una newsletter, clic su un link), le informazioni demografiche, e l'interazione con il vostro sito web.

Questo punteggio può quindi essere utilizzato per identificare i contatti più promettenti e concentrare le tue risorse di marketing e vendite su di essi.

I principali software di newsletter, come MailChimp, Brevo, Active Campaign e GetResponse hanno delle funzionalità specifiche per permetterti di fare lead scoring.


Ecco i collegamenti alle guide ufficiali per il lead scoring per ognuno di questi strumenti di email marketing:

  1. MailChimp: non ha una funzione nativa di lead scoring, ma è possibile integrarlo con piattaforme esterne come Zapier per implementare il lead scoring. Scopri ulteriori informazioni su come fare ciò qui.

  2. Brevo: ha una funzione di lead scoring, e trovi la guida ufficiale su come impostarla qui.

  3. Active Campaign: ha una funzione di lead scoring incorporata. Puoi trovare la loro guida ufficiale qui.

  4. GetResponse: Anche GetResponse ha una funzione di lead scoring. Scopri la loro guida ufficiale qui.


Newsletter aziendali e GDPR: le linee guida da rispettare

Avrai sicuramente sentito parlare di GDPR, la legge sulla protezione dei dati che ha lo scopo di proteggere la privacy e i dati personali dei cittadini europei.


Questa normativa impone regole rigorose per la raccolta, l'elaborazione e la gestione dei dati personali da parte delle aziende e delle organizzazioni, e devono essere rispettate anche da tutti coloro che propongono servizi di newsletter.


Vediamo quali sono gli elementi obbligatori che devono essere presenti in ogni newsletter inviata in Italia👇

  1. Identificazione del mittente: il mittente dell'email deve essere chiaramente identificato.

  2. Informazioni di contatto: deve essere fornito un modo per contattare l'organizzazione o l'individuo responsabile dell'email (un indirizzo fisico, un indirizzo email o un numero di telefono).

  3. Opzione di disiscrizione: ogni email deve contenere un link o un metodo per permettere al destinatario di disiscriversi o di revocare il proprio consenso, ma soprattutto deve essere facile da trovare e da usare.

  4. Motivo dell'elaborazione dei dati: devi spiegare chiaramente perché stai raccogliendo i dati del destinatario e come intendi utilizzarli.

  5. Informativa sulla privacy: ogni email deve contenere un link alla tua Informativa sulla privacy in cui spieghi in modo dettagliato come gestisci i dati personali dei destinatari.

Inoltre, per le aziende o i professionisti che operano in Italia, è obbligatorio includere la partita IVA nelle comunicazioni commerciali, secondo il Decreto Legislativo 196/2003 e il Regolamento UE 2016/679 (GDPR). Questo aiuta a garantire la trasparenza e a permettere ai destinatari di identificare chi sta trattando i loro dati personali.


Oltre agli elementi già citati, la legge richiede alcuni ulteriori elementi obbligatori in una newsletter. Questi includono:

  1. Un chiaro riferimento al fatto che il messaggio è una comunicazione commerciale.

  2. L'identificazione chiara dell'entità o dell'individuo responsabile per l'invio del messaggio.

  3. La presenza di un link per revocare il consenso all'invio delle email.

  4. L'informazione che il destinatario ha il diritto di opporsi al trattamento dei suoi dati personali per finalità di marketing.

Conclusione

In sintesi, la newsletter aziendale si rivela essere un alleato affidabile e prezioso: con la loro capacità di raggiungere un pubblico mirato, stimolare l'interesse e favorire l'interazione con i lettori, queste potenti comunicazioni digitali si confermano uno strumento insostituibile per promuovere il tuo brand, coinvolgere il pubblico in modo diretto e soprattutto acquisire nuovi clienti.


E non dimentichiamoci di come, richiedendo un investimento abbastanza limitato, porti profitti molto consistenti (il ritorno medio sull'investimento per l'email marketing è di $42 per ogni dollaro speso).


Speriamo che con questo articolo-guida siamo riusciti a farti comprendere appieno l'enorme potenziale che le newsletter aziendali rappresentano per crescita della tua attività!


Se hai bisogno di ulteriori informazioni, consigli e suggerimenti, non esitare a contattarci!


Oppure, se ti hai trovato utile ed interessante questo articolo, iscriviti alla nostra newsletter!

0 commenti

Post correlati

Mostra tutti
bottom of page